RECENSIONI Saison Culturelle 2015-2016

A Blast – Syllas Tzoumerkas

A-BLAST-locandina-poster-2015Maria è una donna forte, indipendente e appassionata, madre amorevole di tre figli e moglie follemente innamorata. Eppure, ogni sua certezza sta per crollare, come le fondamenta del suo paese, destinato a sbriciolarsi sotto il peso di un debito che ha il sapore amaro della menzogna. È la Grecia, un tempo culla di storia e cultura, oggi nazione sull’orlo del baratro, a mostrarsi come alter ego della protagonista nell’analisi cruda e diretta proposta dal regista Syllas Tzoumerkas in questo suo secondo lungometraggio, presentato al Festival del Film Locarno nel 2014.

Quando la conosciamo, Maria è già vittima dell’imminente catastrofe economica che distruggerà il suo paese e di un amore che la consuma per la sua difficoltà ad essere vissuto. Il marito, che fa bruciare la donna di una passione erotica incontrollabile, è un marinaio forte e apparentemente responsabile, in qualche modo sempre presente nonostante l’assenza e tuttavia ben ascrivibile al comune immaginario sull’uomo di mare fedifrago. La protagonista, tradita a sua insaputa dall’uomo che ama e da una famiglia già di per sé complicata, divisa tra una madre paraplegica, una sorella con disturbi mentali e un padre privo di polso, è disillusa e stanca. Reduce da ogni morale, varca il confine che divide giusto e sbagliato pur di salvare il proprio vascello dalla tempesta del crollo finanziario. Maria lotta e nel suo lottare quotidiano di giovane donna e madre in balia di un crollo emotivo e psicologico intraprende un percorso che la porta a distruggere le proprie certezze nella ricerca della sua più intima verità.

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L’opera fa da cornice ad una Grecia contemporanea, in un ritmico alternarsi di presente e passato, in cui alla tragedia fa da contraltare un passato più lieve e spensierato, ma pur sempre intenso, schizofrenico ed urlato. Tutto il film, infatti, è volutamente giocato su toni estremi e accesi, volutamente caricato di un pathos crudo, a tratti eccessivamente realistico, che non risparmia i dettagli più tristi. Syllas Tzoumerkas si riconferma così regista sensibile ai temi sociali e politici della sua terra, forse ancora un po’ acerbo nel raccontare una rabbia collettiva che così narrata appare a tratti eccessiva e superficiale, perdendo così in spontaneità e naturalezza.a_blast

La recitazione della protagonista, Angeliki Papoulia, già conosciuta per i lavori del collega Yorgos Lanthimos, Kynodontas e Alps, da poco uscito nelle sale con The Lobster, apporta un contributo imprescindibile nel contesto del nuovo cinema greco contemporaneo, che negli ultimi tempi si è fatto notare dai critici e dai circuiti festivalieri più famosi grazie a figure quali Alexandros Avranas, Athina Rachel Tsangari, oltre al già citato Lanthimos.

In questo contesto, Tzoumerkas, merito sicuramente della sua formazione poliedrica condotta tra Atene, Utrecht e New York, sta conquistando una posizione rilevante grazie all’affermazione di un proprio linguaggio personale e alla voglia di sperimentare nuove strade che lo porteranno a migliorarsi e stupire nuovamente.

di Valeria De Bacco