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venerdì 14 dicembre proiezione #1 – il testo

Il luogo dei sentimenti.

Le bel âge di Laurent Perreau

Le bel âge, opera prima di Laurent Perreau, è un film sull’incomunicabilità, sul rapporto tra le età e sulla memoria. Contrappone due veri e propri “mondi”: da un lato Claire, adolescente orfana, tormentata e incapace di esprimere i propri sentimenti e dall’altro suo nonno Maurice, anziano e stravagante compositore, subissato dal proprio passato. A unirli, oltre al legame di sangue, una casa, punto di tangenza di questi due emisferi. L’unione è però più apparente che reale: non c’è nulla che Claire e Maurice condividano realmente, nulla di cui parlino. Sembrano due perfetti estranei. Bastano due scene a riassumere l’abisso che separa i due protagonisti: Maurice che, nei pressi di un cimitero, guarda avanti, verso la foresta e Claire che fissa il mare, mentre i suoi amici corrono in avanti per bagnarsi. Sono i luoghi a segnare le differenze: le grandi distese di terra e acqua entrano in consonanza con i sentimenti dei personaggi, segnandone al contempo le irriducibili differenze. Riprendendo una tradizione tutta francese, da Bresson a Rohmer, Perreau fa del luogo il teatro dei sentimenti, liberandolo da precise determinazioni spazio-temporali. Claire, nuotatrice, sogna il mare come fuga e sfogo; Maurice, ex soldato durante la Seconda Guerra Mondiale, guarda le immense distese di erba per liberarsi dai fardelli del passato. Mare contro terra, futuro contro passato.

Male si farebbe a sottovalutare l’importanza dell’enorme casa di campagna abitata dai due protagonisti. Una casa antica, oscura, dalle finestre troppo grandi e sempre troppo chiuse. E’ questo il luogo che detiene il segreto del passato di Maurice, non ancora conosciuto dalla nipote. E’ un luogo freddo, austero, persino inquietante, pieno di carte e di fotografie. Maurice si muove nella casa lentamente e con circospezione, come fosse all’interno della propria memoria, mentre Claire, ignara dei dolori del nonno, la evita, non è a suo agio, non la sa gestire; finisce addirittura per ferirsi. E tuttavia non fugge. Come imprigionata dentro un incantesimo, la fuga non sembra possibile finché i due mondi, le due entità contrapposte, non inizino ad avvicinarsi, a comunicare. Claire odia Maurice, odia la sua stessa vita in quel luogo, ma non scappa, non subito. Il legame parentale sembra possedere la forza per legare assieme i destini dei due personaggi, nonostante le insanabili divergenze.

L’atmosfera di sospensione si distende con la confessione di Maurice a Claire, scena capitale del film: il passato doloroso, mai realmente “ricordato”, riemerge e sembra curare i due protagonisti. Gli inconfessabili segreti di gioventù vengono a galla; per la prima volta Claire e lo spettatore capiscono davvero le stravaganze di Maurice, le sue durezze. Anche in questo caso è il luogo ad essere centrale: è infatti la casa stessa, con le sue finestre rotte e spalancate, in una notte di tempesta, a costringere Maurice e Claire a questo fatale avvicinamento. Il dolore tenuto dentro da Maurice entra in circuito con quello altrettanto nascosto di Claire: la confessione è, apparentemente, a una direzione, ma in realtà si presenta quasi come una “conversazione”, un rivelarsi di entrambi i personaggi. La contrapposizione di mare e terra, di futuro e passato, quell’incantesimo che teneva i due protagonisti agli antipodi eppure sempre legati, si scioglie. Si compone così una nuova falda, un mondo “unico”, che questa volta include sia Maurice che Claire. Sebbene infatti sia plausibile un futuro destino di lontananza, i due personaggi sono vicinissimi, ora più che mai. Il passato mai accettato da Maurice e il presente inaccettabile di Claire si erano mossi finora sotto il segno della ripetizione, del sempre-uguale, della rimozione; il finale testimonia invece come solo una presa di coscienza, una rammemorazione possa permettere il superamento di un blocco, di uno stallo. La terra potrà allora finalmente guidare i destini di Maurice, così come il mare aprire al futuro (felice?) di Claire.

Giulio Piatti