PROGETTI

LA CAMERA DI ORFEO

2018

edizione permanente

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“La camera di Orfeo” è un progetto già sperimentato nel 2016 con alcuni ragazzi del servizio educativo e della Comunità Alloggio della NoiegliAltri s.c.s. Si ispira a due modelli teorici di promozione della salute: “l’educazione psicoaffettiva” e la “cineterapia”. La prima implica un’attenzione per lo sviluppo personale e sociale dei destinatari e per la promozione della loro autostima. Inoltre privilegia la dimensione interpersonale e riconosce che lo sviluppo di capacità sociali ed interpersonali è centrale nell’esistenza di ognuno. La seconda è uno strumento innovativo che avvia un percorso di autoconoscenza dove vengono attivate trasformazioni interiori che aiutano le persone a vivere meglio. Il termine terapia, incluso nella parola non va inteso come un atto medico o psicologico che comporterebbe una diagnosi e una tecnica terapeutica, ma come un piacevole processo di trasformazione dell’inconscio. Il termine terapia viene utilizzato come suffisso di molte forme di arti: la fotografia, la musica, la danza, il teatro e, appunto, il cinema. Qualsiasi “arteterapia” può essere considerata uno strumento per intraprendere un “viaggio introspettivo” verso la consapevolezza e favorire cambiamenti di alcune modalità comportamentali.

Secondo Cesare Musatti, il cinema parla direttamente all’inconscio dello spettatore per la sua specifica funzione di farlo risuonare emotivamente di fronte alle immagini filmiche mediante l’identificazione che fa vivere in prima persona allo spettatore la vicenda che gli viene presentata. Attraverso la storia dei personaggi del film, il cinema evoca le storie personali di ciascuno stimolando sensazioni, emozioni, ricordi, mediante identificazioni con i personaggi, e proiezione nella situazione filmica del proprio modo di vedere la realtà e se stesso.

La “cineterapia” offre un’innovativa occasione di apertura al mondo, all’altro da se, ed è un grande stimolo all’emozionante riconoscimento di sogni, emozioni, sentimenti che accompagnano la vita e la segnano. Si tratta di un percorso di gruppo che, attraverso la condivisione dei vissuti, attiva il cambiamento mediante processi cognitivi, emotivi, corporei e propriocettivi del linguaggio sensoriale.

L’analisi e discussione su un determinato film scelto ed individuato ha lo scopo di stimolare e portare allo scoperto l’inconscio individuale e collettivo. La discussione si sviluppa con libere associazioni e coinvolgimenti che consentano di esplorare i vissuti personali evocati dal film. La discussione adeguatamente gestita da esperti diviene un momento di condivisione della propria esperienza evocata proiettivamente nelle vicende dei protagonisti del film. L’abilità dei conduttori consente a ciascuno di vedere qualcosa di se con gli occhi di un altro, e di scoprire qualcosa di se che non era mai riuscito a intravedere da solo.

Nei laboratori esperienziali che seguono di una settimana la proiezione, si valorizza infine la facoltà di giocare con le diverse possibilità di esistere, stimolando la nascita di nuove opportunità emotive e cognitive di conduzione della propria vita. Sulla base del principio del Learning by seeing and doing si propone quindi ai destinatari di passare dallo status di Spettatori a quello di Attori, sperimentando la possibilità di immaginare nuove scene del film, di interpretare personaggi, d’inserire cambiamenti e di trovare soluzioni alternative alle situazioni vissute dai personaggi.

2017

edizione in residenza

a cura di framedivision

un’idea e un progetto di Alessio Zemoz
un’iniziativa a cura di Alexine Dayné
con il contributo particolare di Daniele Pierini, Loredana Iannizzi

con la partecipazione straordinaria di Andrea “Lòtzio” Carlotto

Una residenza di otto giorni dedicata alla formazione nel merito della cultura del cinema in tutte le sue forme: dai film alle serie tv, dal pensiero alla scrittura, dalla produzione alla fruizione. Un percorso propedeutico volto alla condivisione e al ragionamento attorno al linguaggio del cinema ed alla sua relazione con la contemporaneità.

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Un’esperienza integrata di otto giorni in un contesto agrituristico con l’obiettivo di imparare tecniche di gestione del territorio legate al mondo dell’agricoltura. In particolare sperimenteremo la produzione autonoma e le pratiche di auto costruzione: fare l’orto, costruire il forno e fare il pane, fare il miele, produrre essenze o confetture.

LA CAMERA DI ORFEO in residenza ha come ambizione quella di attivare sul territorio regionale una modalità di azione educativa e culturale assieme,innovativa e sperimentale per rispondere direttamente all’esigenza di alimentare nei giovani condizioni di benessere, di crescita armoniosa e di auto realizzazione di sé: sviluppare un più libero atteggiamento sociale e culturale.

La residenza è gratuita e aperta a tutti e prevede il pernottamento e lo svolgimento delle attività per un numero massimo di otto giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, con eventuali deroghe in virtù della peculiarità dei partner. Il periodo previsto è quello compreso tra il 18 e il 25 giugno 2017 e fa riferimento a strutture dedicate all’ambito agrituristico attive nella zona di Verrayes: Casa di Paglia b&b, Azienda Agricola Ambiente Grumei, La terra del pane – Forno di Montagna.

Il tema attorno al quale la residenza intende ragionare è di stretta attualità e fa particolare riferimento al concetto di isolamento, ispirati dal noto episodio sociale “hikikomori”: fenomeno diffuso in oriente che vede un grande numero di giovani ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di confinamento. Attiveremo azioni capaci di intercettare la problematica portandola in superficie e renderla visibile attraverso la condivisione di ragionamenti ed esperienze attive in senso uguale e contrario: l’esperienza di gruppo, culturale e di azione sul territorio, come strumento di evoluzione propedeutica della persona.

Orfeo scese nell’Ade per riportare a casa la sua amata Euridice. Ciò gli fu concesso a patto che non si voltasse a guardare la sua amata. Tuttavia, egli non seppe resistere e poco prima della libertà si voltò e la guardò condannando entrambi per l’eternità. Questo mito ci ricorda che fermarci a guardare chi siamo, e ciò che amiamo, è un atto necessario per lo sviluppo della persona. Fermarci a guardare noi stessi genera conseguenze che portano alla crescita morale e spirituale. In questo senso, il cinema è strumento principe davanti al quale fermarsi e guardare.

2016

edizione permanente

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LA CAMERA DI ORFEO, un progetto framedivision JUNIOR CLUB

un progetto a cura di Alexine Dayné in collaborazione con Cristina Gugnali, counselor espressivo, e in sinergia con il gruppo educatori della NoiegliAltri s.c.s. di Aosta realizzato negli spazi della Cittadella dei Giovani di Aosta nel 2016.

Orfeo, “che dell’arte incarna i valori eterni”, è sceso nell’Ade per riportare a casa la sua amata Euridice. Ciò gli è stato concesso a patto che non si voltasse a guardare la sua amata prima di uscire. Egli non resiste e poco prima della libertà si volta e la guarda condannandola per l’eternità. Questo mito ci ricorda che fermarci a guardare chi siamo è un’atto necessario per lo sviluppo della persona. Fermarci a guardare noi stessi e ciò che amiamo genera conseguenze che portano alla crescita morale e spirituale. In questo senso, il cinema è strumento principe davanti al quale fermarsi e guardare.

Il progetto “La camera di Orfeo” è un’iniziativa educativa, artistica e culturale destinata ad un gruppo di utenti di minore età del Servizio ADE (Assistenza Domiciliare Educativa) e della Comunità educativa per Adolescenti Maison d’Accueil, entrambi servizi offerti dalla Cooperativa noiegliAltri.

Il laboratorio si è sviluppato in dieci incontri settimanali (più un incontro finale e conclusivo) dove l’elemento cinema è risultato centrale al fine di promuovere un lavoro introspettivo e cognitivo nel merito di quella che è definita una relazione di transfert consapevole. Utilizzando il codice della proiezione filmica condivisa, e visto le caratteristiche dell’utenza, è stato scelto un tema attinente al periodo storico che stiamo vivendo e in particolare all’attualità giovanile e adolescenziale: la precarietà giovanile contemporanea in senso lato. Gli incontri sono stati suddivisi in due macro-sezioni: proiezioni filmiche e relativi laboratori esperienziali. Le cinque visioni con analisi e discussioni sono state individuate in base al tema di partenza. Ogni film scelto è stato caratterizzato da sottotemi specifici come l’amicizia, l’amore, il lavoro, l’abbandono, la crescita e i rapporti interpersonali. I cinque laboratori esperienziali hanno sviluppato una partecipazione e creazione attiva dei ragazzi.

PROGRAMMA

10 incontri ( 5 proiezioni di film + 5 laboratori esperienziali)

10 settimane di lavoro distribute su due mesi + 1 settimana finale e conclusiva per la preparazione del libretto d’artista

ogni incontro è stato previsto con un tempo di due ore e trenta minuti

I cinque film proposti sono stati: Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano, Noi siamo infinito di Stephen Chbosky, Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Will Hunting – Genio ribelle di Gus Van Sant e Boyhood di Richard Linklater. Le proiezioni sono state immediatamente seguite da un momento di confronto e discussione “a caldo”, per raccogliere in maniera del tutto spontanea le impressioni degli utenti nel loro ruolo di spettatori. Durante la visione, i ragazzi avevano a disposizione un foglio bianco diviso in due per scrivere le loro impressioni sul film. La settimana successiva alla visione cinematografica si sono svolti i laboratori esperienziali collegati alle suggestioni suscitate dai film. In questa sede è stato chiesto agli utenti di divenire “attori”. Ogni sessione di laboratorio è stata incentrata su un’attività specifica espressiva ed artistica fino ad arrivare alla produzione materiale di un “libretto d’artista”. Il primo incontro esperienziale ha coinvolto la comunicazione espressiva proprio perché ai ragazzi è stato chiesto di imparare a guardarsi interiormente, in relazione alla storia e alle immagini in movimento, di riuscire a descriverle e ad esternarle con semplici parole e aggettivi. Gli altri laboratori si sono concentrati sul disegno di un fotogramma/scena/sequenza del film oppure su uno o più stati emotivi derivati da questo, in seguito sulla ri-scrittura di monologhi/dialoghi e infine sulla re-interpretazione e recitazione. Infine nell’ultimo incontro si è cercato di sperimentare le varie forme artistiche unendole nella preparazione del lavoro conclusivo chiamato “libretto d’artista”.

Il progetto “La camera di Orfeo” si pone l’obiettivo di aiutare le persone ad aprirsi ad una migliore compartecipazione del proprio vissuto emotivo attraverso il confronto con l’altro da sé e attraverso una serie di attività che ruotano attorno allo strumento del cinema. Questo confronto consente, attraverso un linguaggio di immediata comprensione come quello cinematografico, di migliorare la qualità della propria vita affettiva, individuale e sociale. Il progetto ha tentato  di  fornire strumenti alternativi per il rafforzamento dei meccanismi di autostima e di analisi in una logica di aiuto al soggetto stimolato a valutare con obiettività le difficoltà incontrate e a strutturare adeguate capacità di fronteggiamento degli eventi critici. L’iniziativa così proposta permette di individuare strategie e metodologie innovative che valgano a sviluppare modelli positivi di comunicazione e di convivenza sociale con il conseguente superamento di condizioni, reali e/o potenziali di disagio ed emarginazione.

“La camera di Orfeo” è stato realizzato in condizioni protette per un armonico sviluppo della personalità e per un costruttivo scambio relazionale. Questo primo esperimento è stato portato all’interno di un’aula della Cittadella dei Giovani, luogo destinato ad attività creative per ragazzi e spazio neutro, intimo ed infine attrezzato per la visione filmica.

I risultati derivati da questo tipo di progetto si sono riscontrati nell’auto-conoscenza e nella stimolazione della riflessione in particolare legata alla visione e alla consecutiva discussione sul film. I laboratori esperienziali hanno dato la possibilità ai ragazzi di poter a poco a poco creare un gruppo, aumentando la capacità di entrare in contatto con l’altro. In questo senso, “La camera di Orfeo” ha favorito i singoli punti di forza dei partecipanti riducendo in maniera ragionata e consapevole atteggiamenti negativi e spiacevoli e aumentando la conoscenza profonda delle proprie emozioni.