RECENSIONI Saison Culturelle 2016-2017

Snowden – Oliver Stone

Hong Kong, 2013. In una stanza d’albergo il tecnico informatico della CIA, Edward Snowden, è in procinto di rivelare alla documentarista Laura Poitras e a due giornalisti della testata The Guardian uno dei segreti più sconvolgenti degli ultimi anni: la CIA e l’NSA stanno utilizzando la più avanzata tecnologia in loro possesso per spiare qualsiasi cittadino in ogni parte del mondo, senza bisogno di valide motivazioni o dell’approvazione da parte di un giudice. Oliver Stone ci racconta quindi la storia di Snowden ripercorrendo la sua carriera tra CIA e NSA dal 2004 al 2013, momento in cui decide che il mondo deve sapere cosa il governo degli Stati Uniti sta facendo in nome della guerra al terrorismo.

Snowden ha rinunciato alla sua vita e alla sua carriera in nome della verità e Oliver Stone rende omaggio a questo atto scegliendo una narrazione semplice e diretta, un’ulteriore e metaforica presa di posizione del regista contro gli insabbiamenti e le menzogne perpetrati dal governo americano. Non aggiunge quindi alcun imbellimento superfluo: la fotografia è nuda e cruda, il montaggio semplice. L’uso dei flashback, piuttosto che essere dettato da una scelta stilistica, è legato alla volontà di restare fedele alla realtà dei fatti raccontati: lo spettatore viene messo nei panni dei giornalisti mentre ascoltano per la prima volta la versione dei fatti di Snowden. Non potremo mai, infatti, essere in grado di capire il suo punto di vista ed immedesimarci in lui, non possiamo fare altro che ascoltare. Per la stessa ragione, l’interpretazione di Joseph Gordon-Levitt, nel ruolo del tecnico informatico, è stata studiata a fondo dall’attore per restituire la vera personalità di Snowden fin nella gestualità e nell’intonazione della voce. Una recitazione decisamente ben riuscita che gli è valsa la candidatura come miglior attore protagonista ai Satellite Awards.

L’opera di Stone ha lo scopo di far capire allo spettatore la gravità di queste rivelazioni puntando sull’aspetto personale piuttosto che su quello politico. Infatti, seppure brevemente vediamo le conseguenze in campo militare delle azioni dell’NSA, è attraverso il racconto dettagliato della vita privata di Snowden e alla sua crescente paranoia che capiamo come la lotta al terrorismo sia usata come copertura per entrare in possesso di un’incredibile quantità di informazioni personali su chiunque da poter usare a tempo debito a vantaggio del governo americano.

Snowden è un film che fa riflettere su un tema sempre più all’ordine del giorno, quello della privacy, ma è anche un film dal ritmo incalzante che tiene lo spettatore incollato allo schermo. Non dormirete più sereni vicino ad una web cam.

di Alessia Gasparella