RECENSIONI Saison Culturelle 2017-2018

Ritratto di famiglia con tempesta – Hirokazu Kore-eda

Ryota ha, una volta, scritto un romanzo di grande successo insignito anche di un prestigioso premio letterario ma da allora non è riuscito a combinare nient’altro. Tenta di sbarcare il lunario come detective privato per poi perdere il proprio denaro e quello degli amici che ancora gli fanno credito scommettendo sulle corse ciclistiche. Le uniche conversazioni che riesce ad avere con la ex moglie, di cui è ancora innamorato, riguardano gli alimenti arretrati per il loro figlio con cui ha sempre più difficoltà ad avere un rapporto naturale. I membri della famiglia sembrano quindi sempre più distanti gli uni dagli altri finché una tempesta non li costringerà a riavvicinarsi e ad accettarsi per ciò che sono.

Hirokazu Kore’eda è un autore delle sfumature dell’animo interiore e sembra ormai specializzato nel portare sul grande schermo drammi familiari, ricordiamo i film Nessuno lo sa e Father and Son, entrambi premiati al Festival di Cannes. Ritratto di famiglia con tempesta non è da meno ed esplora ancora una volta le ferite causate dalla relazione padre-figli: accolto in maniera entusiasta sia dalla critica che dal pubblico, ha infatti girato il mondo in diversi festival.

Kore’eda riesce ancora una volta a dipingere in maniera delicata e sensibile il ritratto di un padre avvilito e disilluso che però non è ancora pronto ad arrendersi alla perdita della propria famiglia. La morte del padre di Ryota, premessa iniziale del film, viene affrontata in maniera peculiare, come fosse un pretesto per permettere al protagonista di far fronte alle proprie mancanze come padre in un costante paragone con il proprio genitore. Nessuno sembra infatti piangere davvero la sua morte ma tutti si ritrovano a dover affrontare la vita senza la sua imponente presenza.

Il regista dirige in maniera sicura ed intelligente un cast all’altezza del suo talento, capitanato da Hiroshi Abe che riesce ad interpretare in maniera dolce e a tratti comica il ruolo di un padre che è prima di tutto un essere umano con i suoi difetti e le sue debolezze. Ryota, infatti, si ritrova ad interrogarsi sulle scelte e sugli errori compiuti durante la sua vita, terrorizzato all’idea di essere diventato come suo padre e di essersene accorto troppo tardi per rimediare.

Ritratto di famiglia con tempesta è un film dolce e al tempo stesso spietato sulla capacità di perdonare e perdonarsi, un film che racconta tanto dicendo poco, dove si sottrae l’utilizzo della parola, in uno spaccato temporale limitato nella vita di un uomo e delle persone che lo circondano.

di Alessia Gasparella