RECENSIONI Saison Culturelle 2017-2018

Ore 15:17 – Attacco al treno – Clint Eastwood

Quattro amici al bar? No. Tre amici in viaggio insieme, alla scoperta dell’Europa. Un momento per ritrovarsi, celebrando il grande valore dell’amicizia, per vivere nuove avventure, riempirsi gli occhi di bellezza e riflettere su se stessi, sulla propria esistenza. Spencer, uno dei protagonisti del film si chiede, rivolgendosi proprio ad uno dei suoi amici, se la vita possa metterlo di fronte alla possibilità di raggiungere “uno scopo più elevato”. La risposta lo raggiunge alle 15:17 di un giorno qualunque su un treno qualunque dove il destino gli impone di reagire o restare inerme.

Nelle prime ore della sera del 21 agosto del 2015, infatti, tre ragazzi con un gran fegato sventano unattacco terroristico sul treno Thalys 9364, diretto a Parigi.

Poco dopo la partenza, un terrorista belga di origine marocchina, Ayoub El Khazzani, entra in bagno per recuperare ed imbracciare il suo kalashnikov con la volontà estrema di compiere una strage. Un difetto nell’arma permette il pronto intervento diAnthony Sadler, Alex Skarlatos e Spencer Stone, ai quali viene conferita la prestigiosa Légion d’Honneur, dal Presidente in carica, François Hollande.

In questo film di Clint Eastwood assistiamo ad un vero e proprio flashback temporale. L’attore e regista pluripremiato, prossimo ai 90 anni, ci propone la grande emozione di ripercorrere i drammatici fatti, realmente accaduti, attraverso i gesti dei soggetti che vi hanno partecipato direttamente, inserendoli nel cast senza neanche preoccuparsi delle loro eventuali capacità recitative. Un esperimento cinematografico originale, inaspettato e sorprendente che con American Sniper e Sully chiude la trilogia sugli eroid’America. Il film cresce e si sviluppa intorno ai valori (Eastwood sottolinea in diverse scene come la Fede, anche dal punto di vista del terrorista, sia il grande carburante della storia) e ai momenti importanti che hanno forgiato il carattere dei protagonisti sin dall’infanzia, servendosi, in questo caso, della collaborazione di giovani attori. Ci vengono raccontate le vite dei tre eroi, forse osannando un pochino le attività dei corpi militari statunitensi, affinché fosse chiaro il background socio-culturale e le tensioni emotive che hanno permesso a Spencer, Alex ed Anthony di opporsi e bloccare l’insensato gesto di un individuo folle. Il momento cruciale si svolge in pochi attimi, senza troppa suspense, per regalare l’idea della naturalezza dell’azione, con l’obiettivo di non banalizzarla attraverso effetti speciali.

di Eleonora Bonadé