RECENSIONI Saison Culturelle 2019-2020

Pepe Mujica, una vita suprema – Emir Kusturica

“Io non me ne vado, sto arrivando”: con queste parole semplici ma dense di significato Pepe Mujica si congeda dal suo querido pueblo, nel 2015, al termine del mandato presidenziale in Uruguay. Attraverso le immagini della folla in festa radunata per salutare il Presidente contadino ex rivoluzionario, il regista Emir Kusturica mostra l’amore reciproco e sincero tra il popolo uruguagio e il suo 40° Presidente. Il cineasta, per la narrazione, si serve anche di scene tratte dal film Estadio de sitio (titolo italiano L’amerikano) del 1973 di Costa-Gavras, che racconta del movimento dei guerriglieri Tupamaros, attivo durante la dittatura tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso e tra i cui esponenti principali emergeva lo stesso Mujica. Dopo Maradona by Kusturica, il regista si confronta nuovamente, spinto da una grande stima, con il racconto della vita di un gigante tra gli uomini, realizzando un documentario nel complesso piuttosto convenzionale nello stile e nella direzione ma che affascina per il magnetico protagonista mostrato nella sua genuina quotidianità e profonda umanità. Un uomo che offre riflessioni filosofiche sui grandi temi della vita utilizzando un linguaggio alla portata di tutti; un amante rispettoso della natura (e della cagnolina Manuela con cui scambia teneri sguardi di intesa), che gode dei frutti del lavoro della terra; un sostenitore del socialismo nonché un appassionato anticapitalista che su tali princìpi ha scelto di impostare tutta la propria esistenza. Una vita accanto all’attuale vice presidente dell’Uruguay Lucía Topolansky, una relazione di coppia basata sull’amore e sulla politica in maniera inscindibile.

Pur affrontando tematiche delicate, proponendo tra gli altri aneddoti che rievocano gli anni di solitudine e di “formazione” personale trascorsi in carcere, il documentario strappa anche tanti sorrisi. Le musiche catapultano lo spettatore in America latina tra tanghi nostalgici e canzoni dal contenuto sociale e politico ma dal sound festoso come Un camión que se va, performata dal gruppo Agarrate Catalina, uno dei principali esponenti del fenomeno della Murga uruguagia che mette in scena spettacolari feste di piazza, arte di strada che mescola danza, teatro, canto e giocoleria.

Mujica è un leader politico che si è fatto notare e apprezzare in tutto il mondo per il suo coraggioso anticonformismo, per l’irriverenza nei confronti dei dettami del protocollo, per la sua storia rara di anarchico militante autore di azioni criminali. Tenuto per più di un decennio in ostaggio, è riuscito a superare simili sofferenze senza abbandonare i propri ideali o farsi corrompere, fino a diventare il leader acclamato di un Paese per il quale ha sempre lottato e investito la propria vita. Oggi, lascia in eredità speranza e fiducia in coloro che verranno dopo di lui, perché, come diremmo con le sue parole, “i leader migliori sono quelli chequando vanno via lasciano dietro un collettivo di persone che li supera di gran lunga”.

Loredana Iannizzi