RECENSIONI

Smashed di James Ponsoldt

 

SmashedPremiato al Sundance Film Festival del 2012, Smashed è un ritratto sulla dipendenza da alcolismo di coppia e soprattutto sul percorso che la protagonista decide di fare per uscirne, ma non solo. Questo è anche un piccolo film indipendente sull’amore, sulla crescita e sui cambiamenti, scritto con arguzia e con protagonisti significativi. Kate e Charlie sono sposati e alcolisti: convivono serenamente con la loro condizione che li porta a bere fino all’eccesso ogni sera; finché, dopo aver sperimentato una situazione imbarazzante di fronte ai bambini della classe dove insegna, Kate decide di frequentare gli Alcolisti Anonimi. Se Kate arriva a questa consapevolezza, Charlie è incapace di riconoscere il suo problema, e per lui rischia di essere troppo tardi.

Smettere di bere è la cosa più facile di un cammino che è soltanto all’inizio perché la parte più difficile deve ancora venire. Kate sa che il suo cambiamento la trasformerà radicalmente ed è disposta ad affrontare tutte le difficoltà che troverà lungo il cammino. Gli ostacoli che la donna incontra durante la riabilitazione la mettono brutalmente di fronte al fatto che la condizione in cui si è relegata le preclude un rapporto normale con il mondo; ma anche che quello stesso mondo è ben più disposto a ignorare che a comprendere i tentativi di rimedio ai propri errori, quando sono così evidenti e scomodi.Smashed_1

Mescolando il dramma e la commedia, a volte con toni più leggeri e altre dal retrogusto amaro, con un gradevole commento musicale, il regista al suo secondo lungometraggio, riesce a mettere in scena un tema così delicato su giovani adulti americani in maniera così realistica e condivisibile. Riusciamo ad entrare in empatia così naturalmente con i personaggi perché conducono piccole vite che si disfanno e si ricreano a piccoli passi. Mary Elizabeth Winstead ci regala un personaggio fragile e deciso allo stesso tempo, carico di quelle sfumature così vitali e amabili sia nell’ebbrezza che nella sobrietà. Aaron Paul, già abituato a calarsi in modo convincente nei panni del tossicodipendente in Breaking Bad, conferma qui la sua efficacia nel rappresentare il rifiuto, la scelta più facile che finisce per rendere la distanza abissale.

Smashed_2Smashed mostra le difficoltà del percorso di riabilitazione fisica e mentale, ma anche ciò che si perde allontanandosi da una condizione di rassicurante noncuranza, in cui è difficile separare il problema dai suoi effetti non così immediatamente negativ. James Ponsoldt ha il merito di rappresentare in modo credibile le attrattive della dipendenza, rifugio confortevole soprattutto se è territorio di condivisione con la persona amata.

Il dolore, la rabbia e infine l’ineluttabile naturalezza con cui due vite fin lì sincrone sono costrette in strade diverse sono raccontati senza patetismo, aggirato sia tramite la personalità ben delineata della protagonista, sia attraverso un contorno in cui tragico, imbarazzante e comico si fondono l’uno nell’altro. Un film che parla di alternative e di responsabilità e di chi non è ancora pronto.

Alexine Dayné