RECENSIONI Saison Culturelle 2014-2015

Ritorno a L’Avana – Laurent Cantet

locandinapg1Cantet ci vuole parlare innanzitutto di amicizia mettendo in scena, come in una pièce teatrale (accade tutto in un’unica unità di tempo e di spazio), il ritrovarsi di cinque amici cinquantenni su una terrazza a l’Avana (precisamente una tipica azotèa cubana, una parcella privata ricavata da una grande terrazza condominiale). Per raccontarci questa storia, il regista utilizza un dispositivo ormai classico, da Grande Freddo: cinque personaggi, consumati dalle proprie pesanti storie (il pittore censurato dal regime, la dottoressa coi figli a Miami, l’ingegnere nero idealista, il piccolo dirigente che si arrangia, l’esule scrittore), trascorrono i giorni insieme ballando, mangiando, fumando ma soprattutto parlando del passato, rinfacciandosi vecchie colpe e rancori per poi, metterli da parte e abbracciarsi in nome dell’amicizia e in nome della malinconia e della solitudine che, in modo diverso, attraversa le vite di tutti i protagonisti. Seppur il rischio di cadere in un cliché fosse dietro l’angolo, Cantet ha saputo schivarlo, rappresentando con efficacia le dinamiche dei personaggi e le loro connessioni emotive e dirette, arrivando cioè forse a mostrare l’animo umano nella sua interezza, con quell’alternanza di amore-odio presente in ogni individuo che è forse proprio l’aspetto, in definitiva, che il regista ricerca in ogni sua opera.04-ritorno-a-l-avana-retour-a-ithaque

L’ambientazione cubana e i continui riferimenti alla rivoluzione nel testo filmico hanno, in una qualche maniera, contribuito a guardare la storia di Cuba con un occhio critico, soprattutto all’interno del paese (il film è stato ammesso al Festival de l’Avana e non ha subito censure). Tuttavia, ricordando anche il titolo originale del film Retour à Ithaque, la pellicola poteva forse essere ambientata in una terrazza dell’isola come in una qualsiasi altra terrazza o balcone del globo. Nelle stesse parole del regista, l’Avana non è tanto un luogo geografico nel quale fare ritorno ma piuttosto rappresenta un luogo mitologico e romantico, simbolo d’ideali che col tempo i protagonisti non sono riusciti a tenere in vita, soprattutto a proposito delle vicissitudini personali.161115723-29868f6e-88cc-4e90-9fba-6d9b7d2d136b Così come Ulisse, tornando a casa dopo lungo tempo trova i proci pronti a distruggere tutto ciò che egli aveva costruito, il gruppo di amici deve fronteggiare i proci, non in carne e ossa ma altrettanto famelici, della malinconia e dei sogni perduti.

E’ evidente quindi che le dimensioni del ricordo e della nostalgia sono in qualche modo centrali nell’opera, seppur Cantet non abbia in realtà voluto rivolgere il film ad adulti nostalgici del sogno di Cuba bensì ai giovani, che forse non hanno una conoscenza così approfondita della storia cubana ma spesso sono figure o spettatori centrali nei film del regista, come afferma lui stesso: “Racconto una storia un po’ dimenticata, in grado di far vibrare anche i giovani. Il Premio al Festival di Venezia nelle Giornate degli Autori, assegnatomi da una giuria di giovani, ne è la dimostrazione.”

Carolina Zimara