
sulle tracce di ulysses
L’Ulisse-Bloom e la Nausicaa-Gerty MacDowell, in balia di pensieri che trafiggono i loro corpi, si dibattono dentro un flusso erotico, al limite dell’indecenza e del blasfemo, che li allaccia e li obbliga a restare in contatto nonostante l’indolenza cronica e la lontananza sistemica che determina entrambi. Il flusso dei pensieri e delle parole (e anche delle immagini) accoglie e rilancia la prosa spietata e inarrestabile con cui Joyce, nel suo ULISSE, sceglie di non lasciare scampo alla condizione umana intrappolata nella banalità del quotidiano e alla ricerca insensata di un senso, mentre qua e là è mitragliata da incursioni di pensieri che rizzano tristemente il “floscio padre di migliaia” del protagonista e, per un attimo, allagano di fiotti, “in un rivolo di pioggia di filini dorati”, la malinconica vulva della novella Nausicaa.
Andrea Damarco (Replicante teatro) e Alexine Dayné (framedivision)